Una metanalisi di studi clinici internazionali, pubblicata sulla rivista scientifica Nutrients, ha evidenziato come il consumo regolare di mandorle potrebbe contribuire in modo significativo alla tutela della salute cardiovascolare. La ricerca, guidata da Kathy Musa-Veloso, ha esaminato 36 trial clinici randomizzati, i quali hanno coinvolto 2.485 partecipanti adulti, che hanno assunto quantità giornaliere di mandorle comprese tra i 25 e i 168 grammi per periodi di almeno quattro settimane. L’obiettivo è stato quello di valutare gli effetti sul profilo lipidico e su alcuni marcatori emergenti del rischio cardiovascolare. In particolare è stata osservata una riduzione significativa nel sangue circolante del colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo” perché coinvolto nei processi di aterosclerosi, nonché una riduzione più modesta dei trigliceridi. La metanalisi ha analizzato il rapporto tra apolipoproteina B (ApoB) e apolipoproteina A (ApoA), indicando un calo dei livelli di ApoB, che è la proteina associata al trasporto del colesterolo verso le pareti arteriose ed è considerata un indicatore importante di rischio cardiovascolare, perché i suoi alti livelli nel sangue determinano un maggior rischio di infarto, ictus e malattie cardiovascolari. Secondo l’esperto di nutrizione Michelangelo Giampietro, questi risultati rafforzano il possibile ruolo della frutta secca nella prevenzione cardiovascolare e nel mantenimento di un equilibrio lipidico favorevole. Numerosi studi clinici sull’impatto della frutta secca sui lipidi ematici hanno dimostrato come le mandorle rappresentano una fonte di nutrienti utili per il metabolismo cardiometabolico: una porzione di circa 30 grammi fornisce proteine vegetali, fibre alimentari e grassi insaturi, oltre a micronutrienti come vitamina E, magnesio e manganese. In un contesto globale in cui le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inclusione regolare di mandorle nella dieta potrebbe rappresentare una semplice strategia nutrizionale a supporto della salute del cuore.
Mio commento: cosa aspettate dopo aver letto questa “pillola di salute” ad introdurre nella vostra alimentazione le mandorle dolci, siano esse fresche, secche, sgusciate, pelate, tostate, tritate o semplicemente sotto forma di farina utilizzata per preparare amaretti, marzapane, torte e biscotti?
Prof. Giuseppe Botta, Gruppo Sanità Informazione dell’Associazione Sena Civitas